Biografia
Il mondo di Pinin Carpi

Dipinto

di Aldo Carpi,

La mia famiglia (1927).

Da destra

Fiorenzo, Pinin, Giovanna (col

gatto), Cioni

(seduto) Paolo e Piero (in braccio

alla madre)

Aldo Carpi, padre di Pinin,

mentre dipinge nel suo studio

(foto Archivio Perotti)

La famiglia e la Resistenza

        Pinin Carpi, scrittore, illustratore e saggista italiano di libri per l’infanzia, nasce a Milano l’11 luglio del 1920 in una casa che si trova nei pressi di via San Marco, non lontana dall’antico porto Tombone del Naviglio, oggi interrato – la casa, come lui raccontava era anche vicina al mulino ad acqua di una fabbrica di cioccolato.

        Figlio del pittore Aldo Carpi, cresce in una famiglia di artisti: il nonno materno Cecilio Arpesani era architetto, il padre Aldo pittore, uno zio da parte di padre lo scultore Libero Andreotti. Artisti saranno anche i suoi fratelli: Fiorenzo, musicista, e Cioni, pittore. Pinin comincia fin da bambino a scrivere racconti, romanzi e poesie e a disegnare e dipingere, confezionando veri e propri libri con forbici e colla. Nel 1941, quando ha 21 anni, Garzanti pubblica un libro illustrato da lui, Saranga il cacciatore dell’esploratore inglese Attilio Gatti.

        Compiuti gli studi classici al Liceo Beccaria, si iscrive a lettere, per poi passare ad architettura. La guerra interrompe i suoi studi e Pinin entra nella lotta partigiana – e del resto la lotta contro il fascismo coinvolge tutta
la famiglia: il padre Aldo viene deportato a Mauthausen, da cui riuscirà
a tornare, mentre il fratello Paolo, catturato a 17 anni nel corso di una riunione della Resistenza, viene ucciso nel campo di Flossenburg.

        Arrestato più volte, dopo la liberazione Pinin lavora all’ufficio stampa del CLN Alta Italia. In seguito lavora al Touring Club Italiano, dove
gli viene affidata la collana Attraverso l’Italia per la quale realizza tre volumi. Quando può continua a scrivere, ma nel 1951 smette di dipingere. Capo ufficio stampa dell’Automobile Club di Milano, è intanto critico teatrale e di musica jazz del quotidiano 24 Ore e collabora con varie
riviste, come Linea Grafica. Nel 1960 diventa capo ufficio stampa della casa editrice Garzanti e via via si dedica anche alla critica d’arte, e in particolare dal 1963 dirige la rivista Arte Club del Club del Libro d’arte
di Garzanti, fino alla sua chiusura nel 1966.

        Intanto collabora con la rivista Atlante della De Agostini per cui realizza ampie monografie.


Il lavoro di scrittore

        Nel 1964 scrive il primo romanzo per bambini, Cion Cion Blu, che verrà pubblicato da Garzanti solo nel 1968.

         Molto importante è per lui l’incontro con Gianna e Roberto Denti, “inventori” della Libreria dei Ragazzi, nata nel 1972 a Milano e seconda libreria in Europa dedicata alla letteratura per l’infanzia e l’adolescenza: Gianna e Roberto comprendono il valore del lavoro di Pinin Carpi e contribuiscono in modo fondamentale a far conoscere la sua opera in Italia.

        Nel 1970 Pinin si dedica a un lungo e complesso lavoro sul diario scritto clandestinamente da suo padre Aldo (sotto forma di lettere alla moglie Maria) nel campo di concentramento di Gusen-Mauthausen, traformandolo in un racconto sull’intera deportazione. Il volume uscirà da Garzanti nel 1971 col titolo di Diario di Gusen.


Le illustrazioni e l’arte

        I libri di Pinin Carpi sono finora illustrati da altri, finché un giorno Gianna Denti gli chiede una dedica a un libro. Per fare una cosa un po’ speciale Pinin l’accompagna con un acquerello. E da quel momento riprende a dipingere e comincia a illustrare da sé i suoi libri: il primo
è Le avventure di Lupo Uragano, che esce nel 1975.

        Nello stesso anno comincia a ideare quella specie di “antienciclopedia” che è Il mondo dei bambini, lavoro che lo impegna per più di cinque anni.

        Intanto progetta la serie L’arte per i bambini (pubblicata da Vallardi
tra il 1973 e il 1993) un modo innovativo per avvicinare i bambini all’arte, raccontando storie le cui illustrazioni consistono in una sequenza di quadri di un grande pittore, sulla quale Pinin Carpi costruisce la storia. Usciranno otto volumi coi dipinti di Klee, Van Gogh, Rousseau, Matisse, Nolde,
Goya, Canaletto, Vermeer.

        A partire da questi anni si dedica quasi interamente ai libri per bambini, sia scrivendoli sia illustrandoli e prima della pubblicazione
li racconta ai suoi figli (ne ha cinque: Anna, Valentina, Paolo, Susanna
e Mauro), e in seguito a moltissimi altri bambini. Per molti anni lo affianca nel lavoro di illustrazione la moglie la pittrice Marilena Rescaldani.


La cultura visiva

        Va detto che la sua attività di illustratore ha trovato un terreno fertile nella ricchezza di immagini dell’ambiente in cui è cresciuto: come le opere del padre Aldo e di tanti altri artisti, le numerose e bellissime riviste d’arte che arrivavano a casa sua e i tanti libri d’arte.

        In particolare influenzano il suo lavoro di illustratore i pittori olandesi e fiamminghi del Cinque e Seicento e i dipinti dell’antica pittura cinese. Tra gli illustratori ama specialmente i nordici, anzitutto Arthur Rackham, ma anche Gustave Doré, Edmond Dulac, Beatrix Potter, Kate Greenaway, Rose O’Neill. Spunti notevoli gli derivano anche dalle strisce “americane” del Corriere dei Piccoli, specialmente dal Mio Mao di Pat Sullivan, e da
quelle di Tofano, di Rubino e di tanti altri. Il vero avvio però, come Pinin Carpi racconta, è stato guardar dipingere e disegnare (in molti casi anche come modello, come nel Davide che incontra Betsabea in una vetrata del Duomo di Milano) il padre Aldo Carpi.

        Pinin Carpi continua a lavorare fino agli ultimi mesi della sua vita.

Si spegne a Milano il 31 dicembre 2004.

Pinin Carpi, a sinistra, con Roberto Denti fondatore della Libreria

dei Ragazzi di MIlano, accanto alla sua prima sede in via Tommaso Grossi (primi anni ’70)

Pinin Carpi, a sinistra, col fratello Fiorenzo (1938 circa)

Pinin Carpi
nel 1988
(foto Giovanna Borgese)

Pinin Carpi con la nipotina Sofia, in una foto del figlio Paolo (1998)

Pinin Carpi mentre dipinge un acquerello, in una foto del figlio Paolo

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